I NOSTRI SUCCESSILo Studio Legale Riccardi cura l’operazione di acquisizione del noto brand “Parah”

6 Agosto 20200

Lo Studio Legale Riccardi, con la costante e proficua collaborazione dell’avvocato Marco Buono ed in sinergia con lo studio dei commercialisti Buono, dopo una lunga e serrata attività di due diligence, ha perfezionato, in questo torrido mese di agosto, un’importante operazione di acquisizione, da parte di una cordata di imprenditori campani e laziali, della nota azienda di Gallarate “Parah“, dichiarata fallita nel mese di giugno 2020.

L’operazione merita di essere segnalata in quanto il trasferimento dell’azienda è avvenuto per mezzo di accordo transattivo di tipo traslativo con gli organi della procedura fallimentare, intervenuto all’esito di una serie plurima di contestazioni reciproche.

La peculiarità dell’operazione sta nel fatto che la Sezione Fallimentare del Tribunale di Busto Arsizio, dopo le prime resistenze, ha convenuto che, in deroga ai rigidi schemi di liquidazione del patrimonio fallimentare previsti dagli artt. 105 e 107 L.F.,  anche l’atto di transazione traslativo possa costituire uno strumento di liquidazione di patrimonio fallimentare, con la conseguenza che il cessionario d’azienda potrà profittare dell’effetto liberatorio sancito dal comma quarto dell’art. 105 L.F..

Una particolare attenzione merita anche la disciplina riservata al TFR dei lavoratori trasferiti con l’azienda.

Anche in questa situazione, dopo le prime resistenze degli organi della procedura, gli stessi hanno convenuto che il TFR dei lavoratori dipendenti traslati con l’azienda non dovesse esser pagato dalla cessionaria al fallimento, stante l’inesigibilità del credito fintantoché persiste il rapporto di lavoro subordinato.

Di qui, pertanto, si è sancito soltanto l’obbligo di accollo, ai sensi dell’art. 2112 c.c. del predetto TFR da parte della cessionaria d’azienda.

La storica azienda Parah sorgeva nel 1950 quando, la signora Edda Paracchini e Giovanni Piazzalunga, in quel di Gallarate, aprirono il primo laboratorio di corsetteria senza immaginare che nel giro di pochi anni quel brand avrebbe portato i costumi italiani in tutto il mondo.

La nascita di Parah con “l’acca” fu davvero casuale, frutto di un errore di uno stampatore.

Il nome dell’azienda voleva essere un’abbreviazione del cognome della sua fondatrice.

Una k finale divenne una h e visto che ormai tutto era stato stampato così, e a quei tempi non bastava rinominare un file per cambiar tutto, si tenne Parah.
La piccola corsetteria divenne nel giro di pochi anni un’azienda robusta con 160 dipendenti, una rete di vendita di oltre 2700 punti vendita in Europa e nel resto del mondo.
Come per le grandi dinastie della moda italiana, anche per la famiglia Piazzalunga, proprietaria del gruppo, la coesione familiare e un forte intuito imprenditoriale sono stati i fattori determinanti per lo sviluppo ed il successo dell’azienda.

Dopo alterne vicende societarie, per lo più legate a dissidi familiari, l’azienda fallisce nel 2020 per poi essere rilevata da un’emergente gruppo imprenditoriale, molto ambizioso ed intraprendente che è stato assistito nell’operazione di acquisizione dallo Studio Legale Riccardi in condivisione e collaborazione con quello dei dottori commercialisti Buono.

Parah
Parah

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