Diritto CommercialeLa scientia decoctionis può essere dedotta anche dagli articoli di stampa

18 Marzo 20170

La Cassazione civile conferma la possibilità, in sede fallimentare, di accertare la conoscenza dello stato di insolvenza dalla diffusione, a mezzo stampa, di notizie specifiche sulle condizioni del debitore.

La recente Sentenza n. 3299/2017 della sesta sezione civile della Suprema Corte di Cassazione afferma la piena idoneità della pubblicazione degli articoli di stampa a provare, seppur unitamente ad altri indici presuntivi, la sussistenza della scientia decoctionis da parte dell’accipiens. Come noto, in sede di revocatoria fallimentare, la conoscenza dello stato di insolvenza del debitore costituisce presupposto indefettibile per l’accoglimento delle domande recuperatorie promosse dalle curatele. A parere della Suprema Corte, non è ostativa, per la suddetta prova, l’inesistenza di un dovere giudizio di lettura degli articolo di stampa, soccorrendo il principio dell’id quod plerumque accidit che, nel caso di specie, conduce a ritenere che una notevole parte della popolazione abbia l’abitudine di consultare la stampa e di informarsi su quanto da essa pubblicato.

Avv. Angelo di Gaeta

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