Fideiussione bancaria – Falsità della sottoscrizione – Apparenza del diritto – Ratifica implicita – Comportamento colposo del rappresentato – Onere di diligenza del beneficiario – Esclusione della responsabilità della banca
Lo Studio Legale Riccardi ottiene un’importante pronuncia giurisprudenziale dal Tribunale di Venezia con la sentenza n.5142/2025 che tratta argomenti di notevole interesse giuridico in materia di apparenza del diritto, di ratifica implicita e di comportamenti colposi del rappresentate con conseguente esclusione di responsabilità dell’istituto di credito.
In materia di fideiussione bancaria risultata materialmente falsa, non può essere affermata la responsabilità dell’istituto di credito a titolo di apparenza del diritto o di comportamento colposo qualora la sottoscrizione del proprio funzionario sia apocrifa, essendo il documento frutto di una truffa perpetrata da terzi e non un atto compiuto da un falsus procurator.
Il mero silenzio serbato dalla banca a seguito della ricezione di una comunicazione da parte del beneficiario, con la quale quest’ultimo si limita a notificare la ricezione della polizza senza formulare alcuna esplicita richiesta di conferma o di riscontro di autenticità, non integra una ratifica implicita della garanzia, trattandosi di un comportamento passivo e inerte non qualificabile come manifestazione inequivocabile di volontà.
Grava, per contro, sul beneficiario, quale operatore economico qualificato, l’onere di adottare una “condotta prudenziale minima”, consistente nell’interpellare direttamente il presunto fideiussore per ottenere conferma ufficiale dell’esistenza e autenticità della garanzia prima di concedere credito al soggetto garantito; la mancata adozione di tale cautela esclude la configurabilità di un affidamento incolpevole.